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Utente: Fabioart
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Grafico pubblicitario Mac-fanatico con altri mille interessi, di cui qualcuno anche serio. Adoro i gatti, le arti marziali e la mountain bike. Detesto il calcio.

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martedì, 21 aprile 2009

... SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO!



Sì.
Mi approprio della battuta di Robert De Niro nelle vesti di Al Capone ("The Untouchables", con Kevin Kostner e Andy Garcia) per rispondere a Gabriele, i cui messaggi sono sempre più uno stimolo per la redazione di nuovi post, e che spero non se la prenda troppo se lo cito a mo' di Bibbia in queste pagine.

La domanda centrale del suo messaggio è la seguente:
"hai davvero trovato un bravo fabbro che riesce a fare dei fornimenti come quelli della collezione Marzoli?"

La risposta è la frase di De Niro, parafrasabile anche con un cristallino "sì, una beata fava!"
Il fatto è che quando chiedi, ti informi, confronti ed elabori, tutti son pronti a dichiararsi Maestri d'ascia, ma alla prova dei fatti ti trovi immancabilmente davanti a due soluzioni.

Soluzione uno: il fabbro che si è sperticato in elogi del proprio operato e in frasi come "per me il ferro non ha segreti" si rende improvvisamente conto che un fornimento di Spada da Lato è tutt'altro che semplice da realizzare, soprattutto se deve essere funzionante e funzionale per un reale ingaggio delle lame. Quindi comincia ad addurre una serie di motivazioni più o meno logiche o plausibili (dalla zia moribonda alla congiunzione dei pianeti negativa) per potersi rimangiare la parola data.

Soluzione due: le iniziali spacconate del fabbro circa i costi contenuti di un simile lavoro - una volta incrociate con le reali difficoltà di cui sopra - vengono mitigate e modificate facendo lievitare il prezzo come l'impasto del babà, rendendolo pari o superiore a quello di un fornimento prodotto da DelTin.

A questo punto ci si trova costretti ad acquistare un pezzo in catalogo del Maestro di Maniago, rinunciando a malincuore al fornimento che avevamo in mente noi e che - per l'appunto - DelTin non produce.
In questo modo va a farsi benedire anche il sacro fuoco dell'archeologia sperimentale e ricostruttiva, a tutto svantaggio dei possibili chiarimenti su armi, stili e materiali.

Il tutto grazie ad una categoria imbolsita, imborghesita e completamente spoglia dell'iniziale ed antico genio.
Certo: i cancelli rendono meglio e sono più semplici dei fornimenti seicenteschi, ma alla fine la domanda è "cosa hai costruito?"
Un bel niente.
Cancelli assemblati e ringhiere componibili ti faranno anche comprare il BMW, ma cosa è rimasto - Fabbro - del tuo antico mestiere? Eri un artista, più che un costruttore... e adesso?

Chiacchiere e distintivo...
Solo chiacchiere e distintivo!

Postato da: Fabioart a 12:43 | link | commenti (1) ¦ commenti (1)(popup) ¦ categoria : fuori dai denti, arte delle armi, contro i mulini a vento, scherma storica, armi e bricolage

venerdì, 17 aprile 2009

DA CARTAGINE ALLA MARINA DI SUA MAESTA'



Certo che dal III secolo avanti Cristo al XVIII secolo il passo è tutt'altro che breve; e anche dalle coste settentrionali del continente africano alle fredde onde oceaniche che lambiscono le sponde della Gran Bretagna non è certo una passeggiata, ma cercheremo di coprire sia il percorso storico che quello chilometrico nel miglior modo possibile.
Tanto per cominciare chiariamo che si tratta di una mia ipotesi.
Avvalorata dall'augusto parere di Alessandro Querci, corresponsabile in questa farneticazione oplologica, ma pur sempre un'ipotesi.
Quindi niente oro colato!

Partiamo da un paio di definizioni.
Innanzitutto il "Navy Cutlass".
Si tratta di quella che comunemente i non addetti ai lavori identificano come la "Spada dei Pirati": lama ricurva sui 60-70 centimetri, fornimento a coccia asimmetrica avvolgente, ampiezza di lama superiore a quella di una comune sciabola da cavalleria.
Solo che non era appannaggio dei Pirati... tutt'altro!
Tanto la Marina britannica quanto quella degli Stati Uniti hanno tuttora in dotazione il Cutlass e la sua pratica viene ancora considerato uno dei rudimenti basilari nell'istruzione dei marinai, graduati e non.
Per la sua forma, dimensione e struttura, il Cutlass è particolarmente indicato per il combattimento a distanza ravvicinata, come quella alla quale si è costretti scontrandosi sul ponte di una nave: poco spazio, situazioni di equilibrio precario, più fronti di assalto da gestire e necessità di usare la Spada come una noccoliera nel corpo a corpo o come la benna di uno spazzaneve per spingere l'avversario oltre la paratia.
Il maneggio è simile alla Sciabola da terreno, infatti la posizione dovrebbe essere quella profilata e con tanto di mano destra chiusa a pugno dietro alla schiena, ma i mulinelli sviluppati dal Cutlass sono notevolmente più raccolti (sempre per l'atavica mancanza di spazio di cui sopra), ma ben più violenti a causa del maggior peso della lama. Forse sarebbe più corretto paragonare il Cutlass ad una Düssak, ma evitiamo di addentrarci nei meandri delle lame insolite: la Sciabola come esempio è più che funzionale!
Tutto sommato è una Scherma divertente, briosa, che lascia innumerevoli aperture a giochi ravvicinati e grazie alla quale il passaggio dall'incrocio di lama alle prese da Wrestling risulta quantomai naturale.
Ovviamente dopo un cospicuo numero di assalti col Cutlass, andare a bere una birra sarebbe fuori luogo: il Rum delle Antille è molto più indicato!

Ma torniamo all'argomento del post.
Qualche tempo fa ho acquistato una bellissima Spada di Fulvio DelTin: la Falcata fenicia.
Si tratta di una splendida riproduzione di un reperto rinvenuto nella Penisola iberica e datato intorno al III secolo a.C.
Nonostante sia distante anni-luce dal genere di Scherma che pratico la maneggevolezza della Falcata mi ha subito sorpreso, e quasi senza pensarci mi sono ritrovato a sviluppare dei corti mulinelli ed a simulare tecniche di parata e protezione con una naturalezza che si è trasformata subito in curiosità.
Sì, perché stando a quanto avevo leggiucchiato qua e là, la Falcata era stata etichettata come Spada corta da falange oplitica o come lama per i giochi da Circo.
Non ho mai dato troppo peso a queste supposizioni, ma non ho nemmeno mai manifestato un dissenso reciso, anche perché senza maneggiare l'oggetto in questione difficilmente si è in grado di formulare giudizi senza cadere nel più bieco e tronfio sgarbismo di ritorno.
Ma dopo pochi minuti di maneggio la mia teoria era là che gigioneggiava sospesa a mezz'aria in attesa che la spiattellassi a qualcuno.
E quel qualcuno è stato Alessandro, che dopo avermi ascoltato se ne è uscito con uno dei suoi più toscani e cristallini "e t'hai ragione!", fornendo l'imprimatur del grande studioso alla teoria del semplice praticante.
In sostanza la Falcata non ha niente a che vedere né con la falange oplitica né tantomeno con i giochi dei gladiatori.
I Fenici, cari miei, erano mercanti, ma prima ancora erano marinai... e prima ancora pirati!
La Falcata fenicia è una Spada da abbordaggio!
Corta abbastanza da non intralciare nei movimenti e da non creare rischi di autolesioni, è bilanciata in modo tale da generare in punta una massa d'urto di tutto rispetto anche a fronte di un mulinello esiguo o poco caricato.
Il suo fornimento a testa di falco (da qui il nome) svolge la triplice funzione di percussore al pomolo, di noccoliera tanto protettiva quanto micidiale e di impugnatura ergonomica anti-caduta.
Quelli che stavo eseguendo d'istinto con la mia Falcata erano esattamente gli stessi movimenti appresi con il Cutlass. Tout-court!

Ma ripeto: è una mia (nostra) ipotesi.
Solo che - se mi passate un'impennata di spocchia - penso che l'ipotesi di chi usa un oggetto sia forse più centrata e coerente di quelle formulate da chi lo guarda sui libri e basta.

Comunque cercherò nuove conferme sul campo della pratica... magari questa estate porto la Falcata sul traghetto per l'Elba e provo ad assumerne il controllo con la forza, debellando l'equipaggio.
Se sentite qualcosa di strano al tiggì cinque... beh, saprete di cosa si tratta!

Postato da: Fabioart a 22:21 | link | commenti ¦ commenti (popup) ¦ categoria : riflessioni, arte delle armi, scherma storica

giovedì, 16 aprile 2009

Opere d'arte



E' da un po' che qui non si parla di Spade.
SOLO di Spade, intendo dire.

Oggi ho ricevuto un messaggio privato che mi ha fatto riflettere su questa carenza e sulla necessità di porvi - con estremo piacere - rimedio.
Il messaggio (che pubblico integralmente, certo che l'autore non me ne vorrà) è il seguente:

"Salve,
scusa il disturbo ma ho visto che possiedi una spada da lato del tin (di cui non ricordo il numero di catalogo ma è comunque la tedesca con fornimento a 2 ponti tanto per capirsi) che ho in progetto da lungo tempo di acquistare. Non conosco il tuo blog ma ho visto che hai postato alcune immagini dettagliate di altre armi del tin, non è che per caso nei hai qualcuna della spada in questione? Le immagini del sito non fanno capire molto delle proporzioni della spada e alcune foto aggiuntive mi sarebbero di aiuto, se poi per caso ne avessi una con la spada in mano sarebbe perfetto. Nel caso non avessi immagini disponibili colgo l'occasione per farti alcune domande:
quali sono le proporzioni del fornimento? Di solito le spade del tin sono ben proporzionate ma a giudicare dalle misure indicate nel sito si tratta di una spada di dimensioni considerevoli e non vorrei che il fornimento fosse troppo largo perdendo così la sua funzione di protezione della mano.
Puoi dirmi qualcosa anche su peso e bilanciamento?
Ti ringrazio anticipatamente se troverai il tempo di rispondere alle mie domande.
Saluti
g."


Andiamo con ordine.
Innanzitutto eccoti le foto del fornimento nel dettaglio.
Scusa per la scarsa qualità, ma le ho scattate al volo senza preoccuparmi troppo dell'uniformità delle luci, privilegiando il dettaglio alla visione d'insieme:



Quindi due parole sulla Spada in oggetto.
Già dal titolo del post potrai capire quale sia il mio giudizio sull'operato di Fulvio DelTin in generale e su questa creazione in particolare.
La Spada, di foggia cinquecentesca, è una splendida riproduzione di un esemplare conservato presso il Castello di Brescia, nella affascinante "Collezione Marzoli".
E' indubbiamente una Spada da Lato di ragguardevoli dimensioni, ma il bilanciamento raggiunto dal Maestro di Maniago la rende maneggevole come una cugina del tardo Seicento, permettendo al contempo giochi come disarmi e percussioni senza correre i rischi dati da un'arma troppo leggera.
Anche stili difficilmente praticabili, come quello cinquecentesco del Saviolo, trovano una splendida applicazione con questa Spada.
La protezione della mano è perfetta, e l'elegante gioco composto dalle tre controguardie diramate ad onda fornisce una splendida sicurezza per le prime falangi anche in giochi d'elso molto profondi o in presenza di una "main gauche" impugnata dall'avversario.
Eccoti, comunque, anche le foto della Spada impugnata:



Lo stesso massello è così ben proporzionato e lavorato da essere tra i pochi che permettono la Chiave Ferrata senza la necessità del guanto... cosa oltremodo pratica per i lunghi allenamenti sui fondamentali, soprattutto nelle calde giornate estive.
In conclusione mi sento di dirti con tutta tranquillità che l'oggetto in questione - seppur di peso considerevole - è una delle riproduzioni maggiormente "felici" nella sintesi potenza-maneggevolezza.
L'acquisto è vivamente consigliato, e - visto che non sono oggettini propriamente economici - se prima di ordinarla la vuoi esaminare di persona fammelo sapere: siamo tutti e due di Firenze, a quanto vedo dal tuo profilo.

Un saluto a tutti.

En garde!

Postato da: Fabioart a 14:47 | link | commenti (4) ¦ commenti (4)(popup) ¦ categoria :

giovedì, 09 aprile 2009

DIO LI VUOLE!



No!
Non è che dopo quasi un anno di silenzio torno a scrivere qui sopra festeggiando la rentrée con uno strafalcione storico o ortografico.
Il titolo del post è proprio "Dio li vuole"... e magari pure in contanti!
Beh, forse non lui direttamente, ma ci sono dei signori sul Web (e non solo sul Web, purtroppo) che battono cassa per conto del Big Boss o di chi per lui.
Come saprete - e se non lo sapete mi dispiace, ma non posso sentirmi responsabile della vostra ignoranza - da qualche tempo incrocio su Facebook, dribblando agilmente i soliti figuri "cazzutelli & litigiosi" che mi inviano assurde richieste di amicizia.
Orbene, proprio su Facebook mi sono imbattuto in un banner pubblicitario che recitava qualcosa sul genere di "Tu, Cavaliere Templare", con tanto di Sigillo dell'Ordine e della solita illustrazione vista e rivista con i soliti tre sfigati ammantati di bianco e rossocrociati in petto.

Lo ammetto: mi è scappato un clic polemico e sono andato a ravanare tra quello che dicevano.
Risultato del clic è stato l'accesso ad una pagina ("http://cavalieretemplare.freehostia.com/",attualmente rimossa) nella quale ci si sperticava in lodi dell'Ordine - del NUOVO Ordine, badate bene - e si sbrodolava su quanto fosse bello starci dentro, in mezzo a personaggioni influenti, ricchi ed importanti.
Ovviamente lo scopo di "starci dentro" era proprio quello di poter essere compagni di merende dei personaggioni suddetti.
No, dico... vuoi mettere?
Diventare i quattro e quattr'otto un Difensore del Santo Sepolcro, un Cavaliere della Fede e non, un potenziale blasonato (già, perché si dice che molti Cavalieri Templari di oggi abbiano ricevuto anche un titolo nobiliare...) e oltre a tutto questo, essere anche culo e camicia con gente veramente importante... senza specificare - ovviamente - chi facesse la camicia e chi il... beh, sì: avete capito!

Vi confesso che ho mandato una mail all'indirizzo "cavalieri@grad.com" con la richiesta di ulteriori informazioni, anche perché son davvero curioso di sentire come questa manica di imbecilli pretenda di legittimare un Ordine sospeso "a divinis" nel 1312 da Papa Clemente V con la mai revocata bolla "Vox in excelso" secondo la quale - se proprio vogliamo essere "cazzutelli e litigiosi" come alcuni "bussanti" di Facebook (ai quali piacerebbe fare i "bussanti" davvero, ma nemmeno la massoneria se li fila...) - chiunque si dichiari, si abbigli o si professi Cavaliere Templare è passibile di immediato arresto, scomunica e confisca dei beni.
Se poi a tutto questo aggiungiamo che per la "preparazione del richiedente, per la compilazione della modulistica e per la presentazione all'Ordine" questi pagliacci truffatori inserzionisti di Facebook richiedono la somma di "circa duemila euro", allora dobbiamo rivalutare chi su quel ramo del Lago di Como si diverte a vestirsi da masson-templar-boyscout imbastendo rituali fatti di guanti e coroncine per infinocchiare spocchiosi quanto danarosi ingenui commendatori brianzoli.

Il fatto che la pagina dei Templari di Facebook non sia più online mi fa sperare bene circa il fatto che i responsabili del portale abbiano ravvisato gli estremi di una truffa e segnalato il fatto alle Autorità competenti... ma se conosco i miei polli (polli, aquile... tutto fa brodo!) tra non molto vedremo ricomparire nuove inserzioni inneggianti alla grande importanza di un Ordine che non è più e mai più sarà.
Nonostante le farneticazioni su Malta!

Ma nessuno pensa di legare le tube alla mamma dei cretini, eh?

Postato da: Fabioart a 10:48 | link | commenti (5) ¦ commenti (5)(popup) ¦ categoria : integralista eretico, contro i mulini a vento, etica e cavalleria

sabato, 27 settembre 2008

Nozza coi fichi secchi!



Addirittura Monsignor Vittorio Nozza!
No, dico... il direttore della Caritas italiana in persona si è scomodato per fare una figuraccia sulle pagine dell'Osservatore Romano.
A parte il fatto che se all'organo di stampa della Santa Sede hanno tanta voglia di criticare nefandezze, sperperi e prevaricazioni, sarebbe sufficiente per loro fare una conversione di centottanta gradi e dare un'occhiata all'interno delle mura vaticane: di schifezze e prevaricazioni lì ne trovano da riempire un'emeroteca!
Ma il fatto non è questo: che il Vaticano sia la sede della "Pontificia Pax Domini SpA" ormai è cosa risaputa, come è tristemente risaputo che la nobile antica arte del predicare bene e razzolare male fa parte delle discipline olimpiche accuratamente coltivate nella CIttà di San Pietro...No! Il fatto - il fatto oltraggioso, vergognoso, puzzolente, direi - è che un prete (notare il minuscolo, please) che niente ha da spartire con un qualsivoglia governo e che fa parte di uno stato (il Vaticano, per l'appunto) nel quale difficilmente ho visto extracomunitari, se non in posizioni di estremo prestigio (ma questa è un'altra storia...), si permetta di criticare le decisioni di chi l'immigrazione clandestina la vive come una piaga sociale! E non facciamo equilibrismi retorici circa i rifugiati: Nozza, tu parli di immigrati punto e basta, non di esuli! E ne parli solo per un lurido tornaconto vaticano in termini di prestigio e di facciata! Tanto non ti costa nulla, a parte una dignità di casta, smarrita e calpestata ormai dalla notte del tempi.
"Un invito a valutare criticamente le scelte che criminalizzano l'immigrazione indesiderata" pigola il Nozza come i rondinini del Pascoli!
Ma uno sguardo in casa tua no, eh?
E poi prosegue accorato ricordando (con i nobili e pii occhi inumiditi da altrettanto nobili e pie lacrime, suppongo) "le recenti parole del Papa, di compassione per le tragedie nelle quali si concludono i tentativi degli immigrati di approdare alle nostre coste e di appello ai Paesi occidentali affinchè mettano in atto politiche di soccorso".

Ricordo un comico su "Colorado Café" che teneva lezioni di dialetto savonese... la frase con la quale chiudeva l'esibizione era sempre la stessa: "son tutti finocchi col culo degli altri".
Monsignor Nozza... non è che ha guardato troppa televisione ultimamente?
Un sant'uomo come lei non dovrebbe indulgere in simili terreni passatempi.
Vi abbiamo dato retta per le Crociate... per TUTTE le crociate, da quelle meno ipocrite a quelle sanguinarie e fratricide.
Adesso basta!
Volete fare i puri di cuore? Fatelo!
Ma per dirla in savonese, fatelo col vostro culo!
Aprite le porte del Vaticano, ma non solo a coloro i quali portano denaro suddiviso tra oboli ed acquisti al bookshop: apritele davvero!
I veri xenofobi siete voi, con tutta quella millantata carità cristiana che agitate come un fazzoletto profumato, per coprire il tanfo nausebondo che vi circonda!
Ma dove sono finiti i sacerdoti che si sacrificavano davvero?
Li avete spediti tutti in Amazzonia o nel cuore della Cina per lasciare posto a dei burocrati piagnucolosi ed arpagonici, capaci solo di spandere chiacchiere senza senso (e senza pudore... Ministro Carfagna, se cerca l'oltraggio al pudore dia uno sguardo tra questa gentuccia, che si toglie la voglia!) a proprio beneficio, per il bene loro e di tutta la loro santa chiesa?
La Loro chiesa, grazie a Dio.
Grazie ad un Dio che in vaticano non entrerebbe nemmeno con la muta da palombaro!
Vergogna!

Postato da: Fabioart a 08:50 | link | commenti (4) ¦ commenti (4)(popup) ¦ categoria : integralista eretico, fuori dai denti, senza censura

domenica, 21 settembre 2008

Cronaca di una morte annunciata

Beh, magari proprio di una morte no, ma ad andarci vicino ci vuole davvero poco!
E da lì a rovinare il gioco a tutta una categoria di sportivi-hobbisti-amatori il passo è drammaticamente breve.
Sto parlando degli schermidori della domenica che si fanno chiamare "rievocatori"... non tutti, ovviamente: anche tra loro ci sono persone che si documentano e prendono le dovute precauzioni prima di esporsi a rischi inutili; rischi che vanno dal semplice coprirsi di ridicolo al mettere a repentaglio la propria e l'altrui incolumità fisica.
A chiunque sarà capitato di imbattersi in rappresentazioni pseudomedievali nei mesi estivi.
Palazzuolo sul Senio, Monteriggioni, e chi più ne ha più ne metta.
Ovunque è un tripudio di scintillante acciaio e di spade brandite da chiunque... e già "chiunque" - parlando di medioevo - è una grottesca inesattezza storica, ma tiriamo innanzi!
Il problema di queste Armate Brancaleone (il problema vero) è rappresentato dall'assoluta mancanza di sicurezza. E con mancanza di sicurezza non intendo far riferimento a polizze infortuni, cassette del pronto soccorso o ambulanze posteggiate nelle immediate vicinanze.
No!
Intendo dire che nessuno di questi signori si preoccupa minimamente di impiegare le corrette protezioni affinché un coreografico e spettacolare - e privo di cattive intenzioni - scambio di fendenti non possa trasformarsi in un caso da Questura.
A poco valgono cervelliere, elmi pentolari, spallacci e cotte di maglia. Io parlo delle protezioni VERE. Di quelle testate ed approvate dalle Federazioni di tutto il mondo come idonee alla pratica della Scherma, sia tradizionale che sportiva.
Ora, chiunque mi conosca o abbia parlato di Scherma con me sa perfettamente quanto non accetti di accostare il concetto di Scherma alla scherma sportiva. Sono due cose diverse. Non sta né a me né a nessun altro pontificare su quale delle due sia migliore: ognuna è funzionale al proprio scopo e questo è quanto. Non amo la pedana. Tutto qui!
Premesso questo, tempo fa mi sono trovato impegnato in un'interessante conversazione con un Maestro di Scherma FIS. Anche se le rispettive posizioni circa il concetto di Scherma erano notevolmente e plausibilmente contrastanti, ci siamo trovati immediatamente concordi su un concetto basilare circa coloro i quali si occupano di rievocazione storica: in linea di massima (con le eccezioni di cui sopra) sono un'accozzaglia di improvvisati perennemente a rischio di gravi lesioni.
Tirare di scherma con armi in acciaio e senza le adeguate protezioni è come giocare a moscacieca sulle corsie dell'A1 nel weekend che precede ferragosto!
Il problema vero non è rappresentato dal loro rischio di lesioni ("mal voluto unn'è mai troppo" si dice a Firenze), quanto da quello che potrebbe scatenarsi nel momento in cui le lesioni fossero davvero gravi o - con i dovuti scongiuri - estreme.
Si andrebbe incontro ad un'inchiesta che sfocerebbe immancabilmente in norme vessatorie che riguarderebbero tutto il mondo della Scherma, includendo immancabilmente anche i praticanti seri e giustamente prudenti.
Le spade diverrebbero improvvisamente Armi per l'acquisto ed il possesso delle quali sarebbe necessario il nulla-osta della Questura e tutto l'indotto commerciale e produttivo ne soffrirebbe non poco.
Quanto alla "filologia" delle rievocazioni, non venitemi a dire che una maschera da scherma carenata non è in tema con l'abbigliamento... usatela solo durante gli scambi e non rompete le palle!
Anche perché vorrei sapere quanti di questi puristi del medioevo non viaggiano con sigarette e cellulare nella scarsella... ma su, siamo seri!
Se poi ne facciamo una questione di costi, detto fatto!
Ecco una lista delle protezioni necessarie ad una discreta sicurezza personale e i relativi costi:

• Maschera omologata: 86 euro
• Piastrone: 74 euro in sintetico o 140 euro in pelle
• Guanto imbottito: 12 euro
• Conchiglia: 10 euro
• Ginocchiere con parastinco (tipo cross): 40 euro

Per un allucinante totale di 222 o 288 euro, a seconda che si scelga il piastrone in sintetico o in pelle. Per tutto il resto, ovviamente, c'è Mastercard!
Una spada forgiata da Del Tin costa decisamente di più, e dubito che un rievocatore non ne abbia almeno un paio. La sicurezza personale e la possibilità di non trasformare la Scherma in qualcosa di illegale non vale almeno questa cifra?
Sembra di no, a guardarsi intorno... a guardare perfino intere scuole di scherma storica (o presunte tali) nelle quali si evita accuratamente di indossare una qualsiasi delle summenzionate protezioni e dove, anzi, si consiglia come abbigliamento di Sala una tuta da ginnastica e delle scarpe da fitness.
Complimentoni!

Speriamo bene.
Possiamo solo fare questo... sperare che nessuno di questi campioni si senta più Lancillotto del solito e decida di affondare il colpo più del dovuto.
Ma tranquilli: se dovesse succedere verremmo subito avvertiti: dai giornali e dai Carabinieri che confischerebbero immediatamente le nostre Spade in attesa di nuove e definitive norme in materia.
Se poi il Lancillotto di cui sopra venisse per caso ritrovato crocifisso al portone di casa sua, ricordate che per quella sera ho un alibi di ferro!
Anzi: d'acciao!

Postato da: Fabioart a 14:40 | link | commenti ¦ commenti (popup) ¦ categoria : arte delle armi, contro i mulini a vento, scherma storica

Le Aquile... queste conosciute!

Non affannatevi e non stupitevi: sia nel titolo che nell'illustrazione non sono stati commessi errori di battitura.
Chi legge (e legge... fòccalabindella, se legge!..) capirà.

Devo inserire una piccola precisazione riguardo ad un post precedente nel quale elargisco dell'imbecille ad un gentile signore che di tale titolo potrebbe fregiarsi assieme a tutta la paccottiglia che si appende addosso nel corso di non meglio definite celebrazioni.
"Imbecille" era rivolto a lui e solo a lui, data la natura dell'argomento e lo specifico caso trattato... se poi qualcuno ha letto ed ha pensato che l'epiteto (constatazione, più che epiteto, data l'ineluttabile realtà suffragata dai fatti) fosse rivolto ad altri, beh, non posso farci nulla.
Ed ora un piccolo e doveroso distinguo. Del tuo immutato livore mi hanno informato: sono anni che non incrocio le farneticazioni con cui lordi la blogosfera, dato che ho cose ben più gratificanti con le quali riempire la mia vita.
Mi dicono che invece tu persisti... ma hai provato con l'onanismo?
A parte un possibile calo della vista (ma se ricordo bene è un problema che già ti appartiene) dicono che faccia miracoli per scaricare bile e tensione.
Prova... hai visto mai?
E soprattutto guarda bene lo sfondo dell'illustrazione: sono neuroni. Prova ad usarli una volta tanto.
Sarà un piacevole cambiamento!

Comunque "imbecille" non era rivolto a te... non eri più nemmeno nei miei pensieri remoti, quindi figurati se ti potevo dedicare un post, considerando che ne scrivo uno ogni morte di Papa... e mai modo di dire fu più azzeccato! :-)
Beninteso, se condividi le teorie su Celestino V allora un po' di quel titolo ti spetta di diritto, ma lascio che te lo prenda da solo: non sei mai stato così importante (e ora lo sei men che mai) da meritare un insulto o la fatica (e il tedio... mio Dio, il tedio...) di leggerti.

E comunque (e lo dico sinceramente, credimi) buona vita.
A te, a chi ti legge e a chi ti linka.

Ad maiora!

Postato da: Fabioart a 10:48 | link | commenti ¦ commenti (popup) ¦ categoria : riflessioni, cavilli e sofismi

lunedì, 08 settembre 2008

Da Giovanna d'Arco ai Manga... ma di serietà nemmeno l'ombra!



Lo ho sempre pensato.
E' un argomento che ho sempre sostenuto a scapito della piacevolezza della conversazione.
E' una convinzione che mi ha fatto perdere un punteggio inenarrabile nella corsa al Nobel per la tolleranza e per la simpatia, ma tant'è!
Non ci posso fare niente.
I "magistri" mi stanno sulle palle come dei funamboli bulgari!
E per "magistri" intendo tutti quei figuri che si fregiano di roboanti e latineggianti titoli più o meno inventati, al solo scopo di aggiungere qualche penna in più alla loro spelacchiata ruota di pavone campagnolo in modo da poter abbagliare - almeno per un po'- degli ingenui (e possibilmente danarosi) allievi dalla ferrea volontà e dal gelatinoso intelletto.

Innanzitutto il titolo... "Magistro"...

Ma abbiamo una parolina che esprime in italiano corrente il concetto?
Sì?
Come dite?.. ah.. "Maestro".
E allora perché questi signori si fanno chiamare "Magistri"?
Forse perché nessun Ente (più o meno riconosciuto) è disposto a concedergli il titolo di Maestro, mentre il titolo latineggiante che fa tanto rievocazione storica (prossimamente parliamo anche di questa,eh?) viene tollerato e le querele non partono?
Ecco... questa potrebbe essere una spiegazione.
E comunque sia, anche con il titolo svaccato sul latino, ho visto questi signori (il minuscolo - al solito - è voluto) compiere delle nefandezze stilistiche in veste di consulenti per produzioni cinematografiche (Rai... recente... e qui mi fermo...), che non oso pensare ai fiumi di sterco che possono riversare sui propri allievi durante le lezioni in Sala d'Arme.
Ricordo con raccapriccio il guazzabuglio di stili visto in uno sceneggiato televisivo, in cui la mano sinistra di due duellanti stava ovunque, tranne nella corretta posizione in base al periodo storico ed alla scuola che all'epoca imperava.
Rivedo con ansia l'utilizzo della Biscaglina (produzione cinematografica basata su un OTTIMO romanzo, anche in termini tecnico-schermistici) in un modo che definire rozzo ed anacronistico sarebbe come complimentarsi col Maestro d'Arme... ops... col Magistro, pardon!
Niente! Dovunque ci si volti incontriamo solo Magistri che di formale hanno solo l'usurpato, pretenzioso ed inesistente titolo.

Maestri ne ho conosciuti, sì; qualcuno indubbiamente degno del titolo ed anche di più... ma quelli veri, quelli che trasmettono un'arte da un cuore ad un altro cuore, quelli che - in sintesi - mi sento di chiamare "Maestro" con tutta la stima ed il rispetto che il termine comporta, erano titolari di un blasone ben più prezioso: l'umiltà!

Postato da: Fabioart a 18:08 | link | commenti ¦ commenti (popup) ¦ categoria : integralista eretico, fuori dai denti, arte delle armi, contro i mulini a vento, scherma storica

martedì, 26 agosto 2008

La storia infinita

Al solito.
Ciclicamente si ripropongono le illuminate interpretazioni dell'aura esoterica che circonda l'Ordine del Tempio.
Che poi di esoterico ci fosse ben poco - almeno finché parliamo di Templari intesi come Frati e non di Templari intesi come furbacchioni del post-palaprat - è cosa che non interessa gli interpreti della dottrina Bernardiana, ben consapevoli del fatto che nel torbido si pesca meglio.
Seguendo la logica del "non ti curar di lor, ma guarda e passa" ho visto scorrere davanti a me decine e decine di argomentazioni risibili e prive di fondamento, ma recentemente mi sono imbattuto in una teoria che non posso lasciar correre libera senza attaccarle addosso il contrassegno di "vaccata d.o.c.".
Glissiamo sulla provenienza, che non è mai bene puntare l'indice, ma diamo dei contorni netti alla teoria.
Parlando della Regola e dei dettami fondamentali dell'Ordine, si sente spesso nominare il "Papa legittimamente eletto" come unico soggetto al di fuori dell'Ordine al quale i Cavalieri (frati, ricordiamolo... frati) devono obbedienza.
Fin qui niente di strano.
Lo strano comincia quando qualche esponente del neotemplarismo (e glissiamo - ripeto - sul nome di costui, ma tu sai che sto parlando con te, imbecille!) si lascia andare a dichiarazioni di fede nei confronti di Celestivo V, definendolo "il Papa Templare" e identificandolo come il Papa legittimamente eletto al quale l'Ordine deve obbedienza.

Stronzate!
E chiariamo subito il perché. Senza ricorrere a girotondi esoterici o a gabole dialettiche di dubbio gusto.
Ricorriamo alla storia, che è meglio.
Innanzitutto ricordiamo che attorno al 1130 (per la cronaca il Concilio di Troyes risale al 1129) c'erano due potenti famiglie in lotta per il Soglio Pontificio, ed esattamente i Frangipani ed i Pierleoni.
Alla morte di Callisto II - avvenuta nel 1124 - la famiglia Frangipani sostiene il cardinale Saxo di Santo Stefano nella corsa al Trono di San Pietro, mentre i Pierleoni grazie ad appoggi interni al conclave riescono a far eleggere il Cardinale Tebaldo di Sant'Anastasia. Tale elezione ha una durata puramente formale, in quanto i Frangipani irrompono in armi in Vaticano (a quei tempi si usava così...) e ferendo il novello Pontefice lo costringono (o convincono molto caldamente) ad abdicare, lasciando nuovamente vacante il Soglio Pontificio.
Grazie all'intervento del Cancelliere Aymeric (una sorta di Metternich - o forse più propriamente di Richelieu - dell'epoca) vengono evitati nuovi spargimenti di sangue con l'elezione del Cardinale Lamberto Scannabecchi di Fagnano che siede in San Pietro col nome di Onorio II.
I Frangipani sono tra i sostenitori di Onorio, mentre i Pierleoni fanno buon viso a cattivo gioco grazie all'intervento dell'Aymeric ed a ingenti quantità di denaro e promesse di favori postumi.
Onorio II si rivela un buon Papa; è quello con cui si incontra Hugues de Payens, tanto per capirci, ed è il Pontefice sotto al quale si svolge il Concilio di Troyes, nel quale vengono codificate le cosiddette "tregue di Dio" che impedivano ai vari feudatari di massacrarsi vicendevolmente almeno in occasione delle feste comandate... abitudine che si protraeva nei tempi (il massacro, dico) fin dal lontano 846, anno in cui a Verdun venne smembrato il Sacro Romano Impero di Carlo Magno e venne dato il via a quel periodo di gigantesco bordello politico ed istituzionale che va sotto al nome di Basso Medioevo.
Ma niente dura in eterno, nemmeno i buoni Pontefici.
Tant'è che nel 1130 Onorio II si ammala e viene condotto dai sostenitori Frangipani - con l'aiuto dell'onnipresente (ed immortale, sembrerebbe) Aymeric - nel monastero di San Gregorio, affinché i Pierleoni non potessero raggiungerlo.
Tale precauzione, però, servì a poco, in quanto il 13 febbraio dello stesso anno Lamberto Scannabecchi passò a miglior vita ed a lui successe il Cardinale Gregorio Papareschi con il nome di Innocenzio II.
Bene... occhio a questo nome.

I Pierleoni - affatto contenti dell'elezione e memori delle pive nel proverbiale sacco accumulate nel 1124 - danno seguito all'opera di fidelizzazione durata sei anni e, radunando tutti i cardinali fedeli alla loro famiglia (leggasi "ai loro quattrini"... sicut transit gloria mundi, ahimé!) dichiarano illegittima l'elezione di Innocenzio II ed impongono sul trono di San Pietro il loro candidato Pietro Pierleoni (tutto in famiglia, insomma) che governerà il mondo cristiano con il nome di Anacleto II.
Il buon Innocenzio non può far altro che salvare la pelle in attesa di tempi migliori, e per far ciò fugge precipitosamente in Borgogna, dove può contare sull'appoggio incondizionato dei fedelissimi del Cancelliere (ancora lui) Aymeric, anch'esso borgognone.

Nel 1138 Anacleto II, il cosiddetto Antipapa, muore ed a lui succede Vittore IV.
Quest'ultimo era però molto sensibile alle pressioni di un certo Abate, e precisamente a quello di Clairvaux... che - guarda strano - si chiamava Bernardo.
Da qui a pensare che quel Bernardo di Clairvaux, meglio conosciuto col nome d'arte di "San Bernardo", potesse riuscire a premere sul nuovo antipapa affinché quest'ultimo riconoscesse come legittimo Pontefice il discendente di quell'Onorio II che aveva appoggiato e caldeggiato la Regola dell'Ordine del Tempio, il passo è breve.
Infatti Vittore IV riconosce come Vero Papa l'esule Innocenzio II che, non appena poggiate le nobili terga sul trono che aveva precipitosamente abbandonato otto anni prima, promulga il Privilegio Apostolico intitolato "Omne Datum Optimum", nel quale viene concessa all'Ordine Templare la piena autonomia da qualsivoglia autorità ecclesiastica, ad eccezione del solo Pontefice.

Cosa possiamo evincere da tutto ciò?
Innanzitutto che Celestino V (quello del "gran rifiuto", per intenderci) con gli albori dell'Ordine Templare c'entrava come il cavolo a merenda, dato che il suo pontificato risale all'anno 1294, e precisamente dal 5 di luglio al 13 di dicembre.
E poi che gli scambi di favori e le attività di Lobby sono state sempre moneta spicciola nella gestione della "Res Publica".
Quindi questo fantomatico "Papa legittimamente eletto" del quale si fa un gran parlare altri non era che Innocenzio II, il quale per sdebitarsi dell'intervento di San Bernardo grazie al quale riportò le sunnominate terga a San Pietro, promulgò un Privilegio che rendeva l'Ordine tanto caro al Santo completamente avulso da ogni controllo ecclesiastico.
E questo è quanto.
Nonostante i sogni.
Nonostante le supposizioni.
Nonostante le stronzate, con licenza parlando.

Dixi :-)

Postato da: Fabioart a 15:22 | link | commenti (2) ¦ commenti (2)(popup) ¦ categoria : riflessioni, integralista eretico

venerdì, 23 maggio 2008

Ma quante palle!..

Sì, tante. A iosa!
Due delle quali - le mie per la precisione, almeno per coloro i quali sono così indulgenti da riconoscermi la dotazione standard - decisamente sbriciolate, rotte, scassate, smerigliate, sfaccettate come due diamanti, irrimediabilmente triturate!
Ok, la crociata contro il buonismo è una guerra persa in partenza... roba che in confronto ad Hattin hanno giocato a Backgammon.
Purtroppo il muco lasciato dai vari costanziani in giro per il mondo della comunicazione è talmente viscoso e tenace che nemmeno con una pressione di venti atmosfere si riuscirebbe più a lavarlo via... e quindi ce lo teniamo!
Anzi, ci sguazziamo.
Ci crogioliamo nel piacere sottile che ci regala il dispensare abbracci e dichiarazioni di grande solidarietà, ci rotoliamo nel laniccio di una falsa obiettività mascherata da caritatevole osservazione degli altrui comportamenti "sbagliati"... ma solo quando ci beccano con le mani nella marmellata e non è più possibile abbandonare la scena del delitto, fischiettando con le mani sprofondate in tasche piene di ogni schifezza.
E poi ci sono gli pseudonimi.
No, no... non parlo di nicknames: parlo proprio di pseudonimi dietro ai quali ci si barrica per calare l'accetta. Accetta che, se veramente esistesse questa tanto decantata quanto posticcia comunione di spiriti, potrebbe essere semplicemente sostituita da due parole o da una richiesta di spiegazione a quattr'occhi.
Ma forse a quattr'occhi si parla solo con chi ci incensa e ci dice "bravo" anche solo per aver fatto il ruttino dopo la pappa. Un contraddittorio che potrebbe evidenziare come da buonisti ingenui si è passati a regime con il buonismo di facciata, è da evitare accuratamente.
Meglio limitarsi a postare stupide emoticons di tanti smiles abbracciati tra di loro.
Quelle si trovano già fatte!
E la ferrea logica del "volemose bén" (omettendo ad arte il doveroso "finché non alzate la cresta, che qui l'état c'est moi") dilaga come un barile di melassa andata a male su una preziosa moquette.
Perché la moquette è davvero preziosa, se mi passate il paragone.
Ma finché verrà spazzata con la coda di paglia anziché con un buon lavamoquette, sarà destinata ad essere solo un tappetino pesticciato come tanti altri.
Ecco perché "pregasi di..." informa anonima.

Criptico?
Ermetico?
Forse... ma non per tutti.

Postato da: Fabioart a 11:02 | link | commenti (3) ¦ commenti (3)(popup) ¦ categoria :

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